Un po' di storia

La storia dei giochi matematici – anche quella dei "Campionati Internazionali" – è lunga, sicuramente più lunga di quanto si possa pensare a prima vista.

Anzitutto, l'edizione italiana dei "Campionati" del 2017 è stata la 24.esima, con oltre 50.000 concorrenti, suddivisi in circa cento sedi (dove si sono svolte le semifinali) sparse ormai con una certa omogeneità su tutto il territorio nazionale. Il PRISTEM ha organizzato i Campionati per la prima volta nel 1994: poco più di 400 concorrenti, tutti milanesi. È in quell'anno che è iniziata la collaborazione con la FFJM (Fédération Française des Jeux Mathématiques).

I francesi si erano mossi prima. Il loro primo "Campionato" è del 1987, sponsorizzato dalle riviste Jeux et Stratégie e Science et vie. Adesso, nel 2017, sono arrivati alla 31.esima edizione. Nel frattempo hanno esteso la loro organizzazione a numerosi Paesi (oltre l'Italia: Belgio, Svizzera, Niger, Tunisia, Canada, Polonia, Lussemburgo, Bosnia, Ciad, Giappone, Slovenia, Ucraina, Russia, Giappone, etc) e i loro numeri, come partecipanti e come sedi delle eliminatorie, continuano ad essere stratosferici.

In questo nostro breve viaggio a ritroso nel tempo siamo così arrivati al 1987. Ma quando i francesi – e Gilles Cohen in particolare – hanno cominciato questa avventura avevano un "mitico" punto di riferimento: Claude Gaspar François Bachet, sieur de Méziriac.

Chi era costui? Nato nel 1581 a Bourg – en-Bresse (e morto nel 1638) è l'autore di "Problèmes plaisants et délectables qui se font par les nombres" che è il primo libro interamente dedicato ai giochi matematici. I "giochi" non sono più degli esercizi che commentano e spiegano, magari in termini più simpatici, un'opera "seria". Escono allo scoperto e si impongono per l'unico e semplice piacere che provocano. La prima edizione dell'opera di Bachet è del 1612, la seconda del 1624: vi si trovano una cinquantina di "problemi", con numerose varianti che fanno riferimento alla tradizione greco-indo-araba.

Naturalmente il signore di Mézirac non può essere considerato l'inventore assoluto dei giochi matematici. Precursori se ne trovano sempre. Gli stessi francesi citano, prima di Bachet, Nicolas Chuquet che, nel 1484, pubblicò il primo trattato di Algebra in francese: "Triparty en la science des nombres". Un capitolo di questo libro è dedicato a problemi ricreativi, per i quali l’autore propone una soluzione algebrica. Gli stessi francesi citano – e li ringraziamo! – altri matematici, italiani: Fibonacci, Luca Pacioli, Niccolò Tartaglia, Girolamo Cardano, … Poi risalgono poi ancora più indietro – sempre trovando qualche esempio di gioco matematico – all'antico Egitto, alla matematica greca, a quella cinese, indiana, ecc.

Insomma, la storia è davvero lunga e anche affascinante.

Nel 1957 Martin Gardner (il "padre" dei Giochi "moderni") inizia la sua rubrica mensile sulla rivista "Scientific American". Nel 1990 esce (non in Italia) la prima rivista dedicata esclusivamente ai giochi matematici. Riviste e gare sono ormai estremamente diffuse negli Stati Uniti, in Canada, in Argentina, in Giappone, in Francia, in Italia, in Australia, in Belgio, in Olanda, in Gran Bretagna, ecc.

Negli anni, la "nazionale" italiana si è particolarmente distinta. Nel 2000, Giorgio Dendi di Trieste ha trionfato nella categoria GP. Sono poi seguite altre 5 medaglie d'oro: Edoardo Valori di Sassari (2001, categoria L2), Marco Pellegrini di Pisa (2001, categoria GP), Giulio Genovese di Ancona (2002, categoria GP), Federico Poloni di Bergamo (2004, categoria L2), Antonino Leonardis di Milano (2005, categoria L2). Anche nel 2006 e nel 2007 i concorrenti italiani hanno conseguito ottimi risultati e nel 2008 sono di nuovo saliti sul "podio" con la medaglia d'oro di Edoardo Valori e quella d'argento del milanese Marco Broglia, sempre nella categoria GP. Quest'ultimo "metallo" è stato appannaggio nel 2009 anche di Federico Lo Bianco di Verbania. Nel 2010, ancora grandi prestazioni individuali e di squadra: Massimo Mongia di Chieti ha vinto in particolare la medaglia d'oro nella categoria GP, subito emulato dal "veterano" Marco Pellegrini, anche lui primo assoluto nella categoria "alta competizione". Nel 2011, l'anno scorso, il metallo più pregiato l'ha conquistata nella categoria GP il pescarese Simone Di Marino. Il successo italiano in questa categoria è stato completato dal quarto posto di Silvano Monastero di San Donà di Piave. Medaglia d'argento e medaglia di bronzo per i colori italiani nella categoria L2: Fabio Bioletto di Torino al secondo posto e Jacopo Garlasco di Alessandria al terzo posto.

Il 2012 è stato ricco di vittorie, con due ori: il primo vinto dal milanese Fabio Pruneri per la C1 (unico italiano ad aver mai vinto in questa categoria) e il secondo nella categoria L2 conquistato dal "normalista" bresciano Giovanni Paolini. A completare il medagliere i tre bronzi ottenuti da Davide Bertoli di Mestre (C2), Jacopo Garlasco di Alessandria (L1) e Marco Pellegrini di Pisa (HC).

Il 2013 ha visto due medaglie d’argento, rispettivamente a Enrico Panero di Cuneo nella categoria GP (che era già venuto a Parigi come finalista, nella categoria C1 qualche anno fa) e a Marco Pellegrini di Pisa nella categoria HC. Medaglia di bronzo L2 è stata appannaggio di Jacopo Garlasco di Alessandria, anche lui habitué delle posizioni alte dei Campionati parigini.

Nella finale 2014 la nazionale italiana ha conquistato due prestigiose medaglie: l'oro di Matteo Silimbani da Forlì nella categoria GP e l'argento di Fabio Pruneri da Milano nella categoria C2.

Il 2015 purtroppo non ha visto nessun italiano sul podio; la nazionale italiana ha comunque ottenuto dei buoni piazzamenti in tutte le categorie.

La finale parigina del 2016 ha visto un grande successo della squadra italiana: ori per Massimiliano Foschi di Civitavecchia nella categoria C1 e Marco Pellegrini di Pisa nella HC (che ha distanziato il secondo classificato di ben tre esercizi). Al medagliere si aggiungono l'argento di Pietro Scimemi di Padova nella categoria C2 e il bronzo di Jacopo Guoyi Chen di Velletri nella categoria L1.

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