L'età del capitano

In Cina, più precisamente nella provincia del Sichuan, in una classe equivalente alla quinta elementare agli alunni è stato sottoposto un problema, ma non il classico "problemino" a cui siamo abituati tutti. Il quesito era il seguente:

"Una nave trasporta 26 pecore e dieci capre: quanti anni ha il capitano?"

Le reazioni sono state varie: chi ha consegnato il foglio in bianco, chi ha scritto "36 anni" sommando il numero delle pecore e delle capre (inutile chiedersi perché), chi ha risposto "18 anni" perché per forza di cose il capitano doveva almeno essere maggiorenne. Il problema è subito diventato famoso sui social diventando un vero e proprio caso mondiale. Tanto è stato il clamore provocato dal problema "irrisolvibile" che l'assessorato all'Istruzione di Shunqing ha dovuto emettere un documento il 26 gennaio in cui si legge:

"L'intento era di esaminare la capacità critica e l’abilità di pensare in modo indipendente (…) perché alcune ricerche hanno dimostrato che gli alunni cinesi difettano del senso di consapevolezza critica in merito alla matematica".

Questo problema non è altro che la riproposizione del celebre "L'âge du capitaine", espressione di uso comune in Francia utilizzata per dire che la domanda posta non ha alcun rapporto con i dati di cui si dispone. Tale espressione ha un autore illustre: Gustave Flaubert. Ecco come Stella Baruk racconta la storia nel suo "Dizionario di Matematica Elementare":

"Il 15 marzo 1843 Gustave Flaubert, che doveva diventare uno dei più illustri scrittori francesi, ma che allora aveva solo ventun anni, scriveva a sua sorella Caroline, che seguiva i suoi studi. La matematica aveva rappresentato per lui una terribile sofferenza intellettuale (come anche per Victor Hugo e per molti altri, divenuti più o meno celebri): faceva fatica a vedere che senso potessero avere tutti quei problemi di algebra più o meno artificiosi che gli erano stati imposti, riguardanti corrieri che dovevano raggiungere qualche luogo distante o che dovevano incontrarsi, lancette di orologi che si allontanavano o si sovrapponevano, eredità di cui gli eredi non potevano beneficiare prima di aver risolto le inestricabili ultime volontà di un padre portato dal suo rigoroso senso della giustizia a un uso assolutamente esagerato delle frazioni … È probabile che egli si sia vendicato di tutto ciò inventando questo enunciato, che prende di mira ciò che l'algebra sembra avere di più inutile, trovare l'età di qualcuno che non esiste: dal momento che tu studi della geometria e della trigonometria, ti voglio sottoporre un problema: una nave si trova in mare, è partita da Boston carica di indaco, ha un carico di duecento barili, fa vela verso Le Havre, l'albero maestro è rotto, c'è del muschio sul castello di prua, i passeggeri sono in numero di dodici, il vento soffia in direzione NNE, l'orologio segna le tre e un quarto del pomeriggio, si è nel mese di maggio. Si richiede l'età del capitano."

Ma quanti anni avrà mai il capitano?!?

Comments   

+1 #1 Gianluca Mancuso 2018-02-19 11:16
Che delusione scoprire che anche Flaubert, come gli alunni più pigri e disinteressati alle cose che li circondano, di fronte ad una disciplina che è evidentemente incapace di affrontare con il corretto metodo abbia commentato con disprezzo: "Ma a che cosa mi serve?", riducendo così la Matematica a qualcosa che deve "servire" al pari di un rastrello o un tostapane, e facendo come la volpe che, quando non arriva all'uva, dice che è acerba. Cara buonanima, la matematica non deve servire al pari di un utensile qualsiasi: la Matematica (maiuscola) è semplicemente affascinante, e se non ne cogli il fascino sono (o meglio erano, giacché sei passato a miglior vita da un pezzo) problemi tuoi. Vista in questo senso mi domando a cosa serviranno mai i tuoi romanzi.

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